Sei mesi di gelosia, ossessione e occupazione di Ernaux

Continua a incidere la scrittura di Annie Ernaux, anche ne “L’occupazione”, altro tassello autobiografico reinterpretato magistralmente. Il racconto di una stagione che l’ha divorata e soggiogata. Una strada lastricata di consapevolezza e, infine, di catarsi…

Annie Ernaux è tornata in libreria con L’occupazione (84 pagine, 14 euro), L’orma editore, romanzo breve in cui analizza uno dei sentimenti più feroci, subdoli e scomodi, giacché ci procura vergogna: la gelosia, mettendosi ancora una volta a nudo, non risparmiando nulla di sé in quella che si rivela essere una vera e propria indagine antropologica sul sentire e l’agire umani.

La nuova compagna dell’ex

Con il consueto stile e l’immutato intento narrativo — la scrittura come un coltello, una lama, che incide nella carne viva, nella vita, fin nelle parti più esposte, sensibili e, al tempo stesso, intime, in primo luogo dell’autrice, quindi dei lettori e delle lettrici, attraverso un processo creativo che dai vissuti personali è in grado di mostrare paradigmi emotivi e vissuti universali, comuni ai più, a chi vive, ama, sogna, spera e soffre —, infatti, Ernaux ci racconta una stagione della sua vita — un intero semestre —, in cui è stata preda e, letteralmente, in balia di una gelosia ossessiva, logorante e divoratrice, nei confronti della nuova compagna del partner che lei stessa aveva da poco lasciato, in parte “per noia”, in parte per l’aspirazione a sentirsi libera da legami stabili e formalizzati, dopo avere vissuto, in un passato non molto remoto, un matrimonio lungo diciotto anni, che l’aveva appunto a lungo vista impegnata in qualità di moglie e madre.

L’altra donna

Pur continuando a vedere il vecchio partner e divenendo di fatto l’altra donna, l’amante, in una relazione clandestina, Ernaux viene gradualmente e progressivamente invasa e pervasa dalla gelosia per la nuova compagna dell’ex, l’eletta, la prescelta di un uomo che, a mente fredda, razionalmente, in realtà non rivorrebbe più stabilmente nella propria esistenza. È questa l’originaria e primaria occupazione cui allude il titolo del libro: la gelosia che inesorabilmente e irrazionalmente si impadronisce di Ernaux — e di chiunque la provi —, soggiogando ogni pensiero, emozione, azione.

Fagocitata

Captare sfumature nei discorsi dell’uomo, interpretare brevi cenni o indizi sulla persona, la professione, il carattere, l’aspetto fisico della sua nuova compagna finiscono con l’occupare letteralmente il tempo, i pensieri, gli stati d’animo delle giornate di Ernaux, tanto da divenirne un’occupazione vera e propria, la seconda, cui allude il titolo del libro: il tempo e ogni suo impiego completamente fagocitati dall’essere gelosi e, conseguentemente, dall’agire come tali. Ecco allora Ernaux, donna gelosa, frequentare il quartiere in cui la nuova coppia convive, ricercare ossessivamente in rete o indagare con cautela presso le amiche per avere informazioni sull’aspetto della “rivale” oppure consolarsi fra le braccia di un altro uomo per illudersi di avere “tradito” l’ex compagno. Gli esempi, i vissuti, gli agiti raccolti e narrati, quasi in sequenza, senza alcun pudore o ogni sorta di finta vergogna da Ernaux sono numerosi e rispondono pienamente alla casistica, quasi da manuale, della gelosia cieca di chi è preda e in balia di tale sentimento.

Un gioco di specchi

Annie Ernaux è, però, una scrittrice e, attraverso la scrittura, tagliente, affilata, realistica, inesorabile, addirittura quasi spietata, riesce a trasformare la propria capitolazione e totale soggiogazione sull’altare della gelosia, in qualcos’altro: una nuova occupazione, la terza cui rimanda il titolo del libro, quella della trascrizione e descrizione analitica di quel sentimento, dei suoi effetti psichici e pratici deleteri per la vita di ogni individuo che lo provi e dai risvolti spesso drammatici per le vite di quanti, di riflesso, loro malgrado ne sono coinvolti – i soggetti oggetto di gelosia –, in una sorta di gioco di specchi in cui un’immagine, un sentimento, un agito e vissuto rimanda necessariamente a qualcos’altro in e per Annie Ernaux e diviene consapevolezza individuale condivisa attraverso la pagina scritta, e quindi catarsi, ovverosia rinascita.

La biografia frammentata

Per fare ciò, tuttavia, come in passato, i tempi e le modalità della scrittura e, dunque, della rielaborazione e analisi di Ernaux sono due: quelli iniziali dei vissuti fermati sulle pagine dei propri quaderni e diari, cui, a distanza di tempo, si uniscono la rielaborazione mnesica e la trasfigurazione letteraria che preludono alla stampa su carta e, in definitiva, alla trasformazione dell’esperienza personale in un’opera scritta, fruibile da chiunque.
Un romanzo che si unisce e aggiunge ai precedenti nel delineare, in primo luogo, la biografia frammentata e letteraria della scrittrice premio Nobel francese e, al contempo, rivela, in una lineare e puntuale descrizione metapoietica, processi e modalità di scrittura.

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