Cangelosi, una dozzina di voci per evocare Palermo

Dodici colloqui che scintillano principalmente di letteratura, di impegno civile e di analisi, in filigrana, della società siciliana, a partire da Palermo. Costituiscono “Collage”, il nuovo libro di Salvatore Cangelosi, ex libraio e saggista, che dialoga con studiosi, artisti e intellettuali. Un volume prezioso anche grazie a una scrittura limpida, che non s’avvita mai su se stessa, non divaga, non disorienta

Erudizione senza piedistalli, curiosità viva e desiderio di dialogare, di insegnare e di apprendere, di consigliare e di ascoltare. L’approccio alla vita e al lavoro sono rimasti intatti, sebbene trasferiti sulla pagina. Quasi quarant’anni da libraio non hanno modificato certe caratteristiche, il quid di Salvatore Cangelosi, monrealese che aveva all’attivo già sei titoli – fra esperimenti narrativi e poi, per lo più di saggistica e memorialistica – prima di questo settimo, Collage (163 pagine, 14 euro), pubblicato dalla casa editrice palermitana Istituto Poligrafico Europeo.

Ragionare

Una dozzina di colloqui, quelli raccolti in queste pagine. Conversazioni che scintillano principalmente di letteratura, presente ma soprattutto passata, e anche di impegno civile e di analisi, in filigrana, della società siciliana, a partire dal suo capoluogo. Questa raccolta di interviste è anche un modo di ragionare su Palermo (e i suoi dintorni), quella stessa città che Cangelosi, poco accondiscendente, aveva chiamato in causa in uno dei suoi volumi precedenti, Basco blu (ne abbiamo scritto qui, sintetizzando nel titolo: “Palermo ha amato abbastanza Ubaldo Mirabelli?”). Gli “a tu per tu” di Cangelosi attraversano le generazioni e coinvolgono studiosi, artisti, intellettuali ancora pienamente in attività, a prescindere dall’età anagrafica. In alcuni casi protagonisti, magari silenziosi, non dai modi eclatanti, del capoluogo siciliano.

Le voci

Tra i brani più ispirati piace qui segnalare l’intervista a Gianfranco Perriera, figlio di Michele («un caso irripetibile per Palermo»), che Cangelosi colloca tra le eccellenze letterarie cittadine al fianco di Tomasi e di Antonio Pizzuto. La vicenda umana e intellettuale di Michele Perreira raccontata con gli occhi di un figlio, che è anche regista e autore teatrale, ha un sapore speciale: tiene insieme ragione e sentimento, soggettività e oggettività, e traccia in poche pagine il profilo di un individuo di enorme caratura umana, dietro la scorza dell’intellettuale misterioso e anche timido. Notevole anche l’avvio del volume con Santi Lombino, che ricorda il “caso Bordonaro” e la pubblicazione de La Spartenza (adesso presente nel catalogo di Navarra editore) per Einaudi (gran merito a Natalia Ginzburg), che nulla da invidiare ha a un libro analogo per temi come Son of Italy di Pascal d’Angelo (ne abbiamo scritto qui). Come pure generosi di spunti, spigolature, osservazioni originali sono gli incontri di Cangelosi con, solo per fare qualche nome, Amelia Crisantino (signora degli archivi), Salvatore Ferlita (con tanto di excursus su scrittori e critici dell’Isola d’oggi), Marcello Benfante (a proposito di Sciascia) e Mario Grasso, con cui Cangelosi torna a dialogare di Stefano D’Arrigo, dopo un prezioso libro a quattro mani di qualche anno fa (C’era una volta un certo Stefano D’Arrigo di Alì marina, per le edizioni Torri del Vento; qui l’articolo). Ma tutte le voci interpellate sono di valore e tutte concorrono a evocare le energie migliori di Palermo, la complessità di alcune sue esperienze, le figure di pregio prodotte da questa terra, il tempo che verrà.

Bussole per il futuro

La formula di Salvatore Cangelosi rende il testo fruibile a molti e in modo piacevole. La scrittura è limpida, non s’avvita mai su se stessa, non divaga, non disorienta. Il risultato è un mosaico di bussole per il futuro, utili appunti per il tempo che verrà, per una terra che sembra non avere molto tempo per fare il salto di qualità o per tornare ai fasti di un tempo (a seconda della prospettiva e dell’oggetto della riflessione). Se proprio dobbiamo registrare un’assenza, nel folto gruppo immortalato da questo volume, è quella di Lia Vicari, a lungo compagna di lavoro di Cangelosi in quella isola felice che è stata ed è La Feltrinelli di Palermo. Chissà, magari in futuro, potrebbe essere il primo nome di una nuova dozzina…

È possibile ordinare questo e altri libri presso Dadabio, qui i contatti

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