Non un semplice giallo storico, ma un gran romanzo tout court, fra tensione e ironia, è “Come un fiore di papavero scuro” di Maryla Szymiczkowa, pseudonimo femminile di due autori polacchi. Secondo libro di una serie che ha come protagonista una detective improvvisata, Zofia Rombotynska, attraverso un delitto nella Cracovia di fine Ottocento indaga la condizione femminile in una società patriarcale…
Irresistibile. Per chi ha già letto la prima indagine e per chi, magari, scoprirà direttamente la seconda. Maryla Szymiczkowa è una scrittrice che non c’è, ma la sua narrativa lascia il segno, con pagine vivide, documentate, capaci in poche pennellate di raccontare un mondo, in particolare la Cracovia della fine del diciannovesimo secolo, fra tram a cavallo e vicoli fatiscenti, fra palazzi nobiliari e bordelli, fra popoli, culture e religioni diverse.
Impeccabile ricostruzione storica
Maryla Szymiczkowa non esiste, nel senso che è il nome de plume di due autori, Jacek Dehnel e Piotr Tarczyński. Il primo romanzo con protagonista un’investigatrice dilettante, Zofia Rombotynska, sbalordiva per tensione, compiutezza e intensità della narrazione portata avanti a quattro mani. La signora Mohr scompare (ne abbiamo scritto qui) si è imposto non come semplice giallo storico, ma come romanzo tout court. Il nuovo volume, pubblicato come il primo dalla casa editrice Rizzoli e tradotto ancora da Barbara Delfino (qui un suo articolo scritto per noi), non è da meno. Come un fiore di papavero scuro (336 pagine, 18 euro) brilla per ricostruzione storica impeccabile, ironia suprema, dialoghi sciolti e riusciti, caratterizzazione profonda dei personaggi. E riporta in pista, in particolare, Zofia Rombotynska, ribelle, simpatica, anticonformista, caparbia, impeccabile nei modi e nell’abbigliamento. Protagonista impareggiabile, assieme alla città di Cracovia, luogo mitico, come sanno bene tutti quelli che ci sono stati anche solo pochi giorni: non si scorda e resta nel cuore.
La domestica come braccio destro…
Stavolta Zofia deve fare i conti con la morte violenta di Karolina Szulcówna, sua giovane domestica che aveva mollato il lavoro senza preavviso. Coadiuvata dalla fedele domestica Franciszka, che aveva un ruolo importante anche nel primo episodio, Zofia scoprirà che dietro l’apparenza e la vita semplice di quella ragazza (il cui cadavere è stato ritrovato sulla riva della Vistola) c’erano storie torbide ben più di quanto potesse mai immaginare. Mirabile è l’equilibrio che gli autori – alias Maryla Szymiczkowa – riescono a coinvolgere il lettore, a creare fra tensione e ironia, sensi di colpa della protagonista e tematiche… ardite. L’investigatrice per caso (le indagini ufficiali sono affidate al commissario Stanisław Jednoróg) che si muove per le strade di Cracovia, farà i conti con la precaria condizione femminile in una società a trazione patriarcale. Il romanzo sa inquietare e sa far sorridere. E travolge con una ragnatela di fatti storici – i preparativi per la visita dell’imperatore Francesco Giuseppe, i progressi della medicina legale, i fasti dell’arte – e una sfilza di personaggi realmente esistiti e di altre figure meravigliosamente inventate. Una lettura da non lasciarsi scappare.
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