Una scrittrice coraggiosa, volitiva, elegante e geniale, Jane Austen, di cui oggi ricorre il 250° anniversario della nascita. Ecco la lettera di una sua affezionatissima lettrice…
Senza vantarsi o addolorare l’altro sesso, si potrebbe dire che “Orgoglio e pregiudizio” è un bel libro. Ad ogni modo, non ci saremmo vergognate se ci avessero scoperte a scrivere “Orgoglio e pregiudizio”. Tuttavia Jane Austen era felice che un cardine cigolasse, così da poter nascondere il suo manoscritto prima che entrasse qualcuno. Per Jane Austen c’era qualcosa di sconveniente nel fatto di scrivere Orgoglio e pregiudizio. E mi chiedevo se “Orgoglio e pregiudizio” non sarebbe stato un romanzo migliore, se Jane Austen non avesse ritenuto necessario nascondere il manoscritto ai visitatori. Ne lessi una pagina o due per vedere; ma non c’era nessun segno che le circostanze avessero minimamente danneggiato il suo lavoro. Questo, forse, è stato il miracolo più grande. Ecco una donna che intorno al 1800 scriveva senza odio, senza amarezza, senza paura, senza proteste, senza prediche. Era così che scriveva Shakespeare, pensai, guardando Antonio e Cleopatra; e quando si mette a confronto Shakespeare con Jane Austen, si intende forse dire che le menti di entrambi avevano distrutto ogni ostacolo; ed è per questo che non conosciamo Jane Austen e non conosciamo Shakespeare, ed è per questo che Jane Austen pervade ogni parola che scrisse, e così anche Shakespeare.(…)Ma quanto deve essere stato difficile per loro non voltarsi né a destra né a sinistra. Che genio, che integrità saranno occorsi di fronte a tutte quelle critiche, in quella società esclusivamente patriarcale, per poter affermare la realtà, così come le donne la vedevano, senza timore. Solo Jane Austen ci è riuscita; ed Emily Brontë. È un’altra piuma, forse la più bella, del loro cappello. Scrissero come scrivono le donne, non come scrivono gli uomini.
Fra tutte le migliaia di donne che scrivevano allora romanzi, furono le sole ad ignorare completamente gli incessanti ammonimenti dell’eterno pedagogo: scrivi questo, pensa quello. Furono le sole a rimanere sorde a quella voce insistente, ora brontolante, ora condiscendente, ora tiranneggiante, ora accorata, ora scandalizzata, ora arrabbiata, ora confidenziale, quella voce che non riesce a lasciare in pace le donne, ma deve star loro dietro, come un’istitutrice troppo coscienziosa, scongiurandole, come Sir Egerton Brydges, di essere raffinate; ricorrendo persino, nella critica letteraria, alla critica del sesso; 9 esortandole, se volessero essere brave e vincere, come suppongo, qualche trofeo luccicante, a mantenersi entro certi limiti che il signore in questione ritiene convenienti: “… le scrittrici di romanzi dovrebbero aspirare all’eccellenza soltanto riconoscendo coraggiosamente le limitazioni del loro sesso”.

