#Austen250. Cara Lady Jane, senza te non saremmo qui

Una scrittrice coraggiosa, volitiva, elegante e geniale, Jane Austen, di cui oggi ricorre il 250° anniversario della nascita. Ecco la lettera di una sua affezionatissima lettrice…

Cara Lady Jane,
non è la prima volta che ti scrivo, già in passato ho provato a raccontare cosa le tue pagine hanno significato per me e per tante donne come me.
Leggere i tuoi romanzi significa entrare in un racconto che esplora la dimensione femminile e lo fa in una prospettiva femminista, se poi si pensa che tutto questo lo hai fatto due secoli fa e oltre, hai davvero dell’incredibile, cara Lady Jane!
Eh già, oggi festeggiamo 250 anni dalla tua nascita e se è vero che tu ormai da tanto non abiti più queste sponde, è altrettanto vero che la tua letteratura continua a riempire la vita di tante e di tanti.
Io di motivi per amarti ne ho tantissimi:
per il coraggio di cercare per te una vita diversa da quella che la società ti imponeva, una vita di libertà e indipendenza attraverso la scrittura. Coraggiosa, Jane!
Per la forza di cercare una narrazione differente dai canoni letterari e sociali, hai raccontato storie particolari che, nella prospettiva della storia, sono diventate universali. Volitiva, Jane!
Per il linguaggio raffinato eppure semplice senza essere banale. Che soddisfazione leggerti nella tua lingua e quanto quella lingua è maturata anche grazie alla tua penna. Elegante, Jane!
Per il genio impresso nelle tue creature: Anna (forse la mia preferita), Elizabeth, Emma, Marianne, Elinor, Susan, Frederica, Charlotte, Catherine, tutte portatrici di una individualità, di una volontà di una vita propria. So che ciascuna di loro mi ha dato qualcosa, ma sopra ogni cosa che se tante di noi hanno avuto la volontà e la forza di lottare per “una stanza tutta per sé”. Geniale, Jane!
 
Come ha scritto Virginia Woolf:
Senza vantarsi o addolorare l’altro sesso, si potrebbe dire che “Orgoglio e pregiudizio” è un bel libro. Ad ogni modo, non ci saremmo vergognate se ci avessero scoperte a scrivere “Orgoglio e pregiudizio”. Tuttavia Jane Austen era felice che un cardine cigolasse, così da poter nascondere il suo manoscritto prima che entrasse qualcuno. Per Jane Austen c’era qualcosa di sconveniente nel fatto di scrivere Orgoglio e pregiudizio. E mi chiedevo se “Orgoglio e pregiudizio” non sarebbe stato un romanzo migliore, se Jane Austen non avesse ritenuto necessario nascondere il manoscritto ai visitatori. Ne lessi una pagina o due per vedere; ma non c’era nessun segno che le circostanze avessero minimamente danneggiato il suo lavoro. Questo, forse, è stato il miracolo più grande. Ecco una donna che intorno al 1800 scriveva senza odio, senza amarezza, senza paura, senza proteste, senza prediche. Era così che scriveva Shakespeare, pensai, guardando Antonio e Cleopatra; e quando si mette a confronto Shakespeare con Jane Austen, si intende forse dire che le menti di entrambi avevano distrutto ogni ostacolo; ed è per questo che non conosciamo Jane Austen e non conosciamo Shakespeare, ed è per questo che Jane Austen pervade ogni parola che scrisse, e così anche Shakespeare.
(…)
Ma quanto deve essere stato difficile per loro non voltarsi né a destra né a sinistra. Che genio, che integrità saranno occorsi di fronte a tutte quelle critiche, in quella società esclusivamente patriarcale, per poter affermare la realtà, così come le donne la vedevano, senza timore. Solo Jane Austen ci è riuscita; ed Emily Brontë. È un’altra piuma, forse la più bella, del loro cappello. Scrissero come scrivono le donne, non come scrivono gli uomini.
Fra tutte le migliaia di donne che scrivevano allora romanzi, furono le sole ad ignorare completamente gli incessanti ammonimenti dell’eterno pedagogo: scrivi questo, pensa quello. Furono le sole a rimanere sorde a quella voce insistente, ora brontolante, ora condiscendente, ora tiranneggiante, ora accorata, ora scandalizzata, ora arrabbiata, ora confidenziale, quella voce che non riesce a lasciare in pace le donne, ma deve star loro dietro, come un’istitutrice troppo coscienziosa, scongiurandole, come Sir Egerton Brydges, di essere raffinate; ricorrendo persino, nella critica letteraria, alla critica del sesso; 9 esortandole, se volessero essere brave e vincere, come suppongo, qualche trofeo luccicante, a mantenersi entro certi limiti che il signore in questione ritiene convenienti: “… le scrittrici di romanzi dovrebbero aspirare all’eccellenza soltanto riconoscendo coraggiosamente le limitazioni del loro sesso”.
(Una stanza tutta per sé di Virginia Woolf, edizioni Guaraldi, traduzione di Graziella Mistrulli)
E allora buon compleanno, Lady Jane altri 250 di questi combattuti, difficili, splendidi anni! Non saremmo qui se tu non fossi stata grande così!
La tua sempre affezionatissima,
A.
Seguici su InstagramTelegramWhatsAppThreadsYouTube Facebook e X. Grazie

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *