Seconde possibilità, commedia all’italiana di Alessandro Canale

Invenzioni rutilanti, battute salaci, trovate spassose, personaggi che più romani non si può e una lingua vernacolare in “2 rapine, 1 giorno” di Alessandro Canale. Il colpo spettacolare di un malavitoso e le sue conseguenze al centro di un romanzo che finisce per ragionare sul senso della vita e sulle nuove opportunità che è necessario saper sfruttare…

Duilio Sciobbica detto Mortaretto – attrezzista per il cinema e artista del furto con scasso – organizza, siamo nel 1988, una rapina spettacolare sulla Roma-Fiumicino, in grado di guadagnare gli onori della cronaca nazionale e l’attenzione dei servizi di sicurezza.

Un piano ingegnoso

Nel timore di finire vittima della vendetta di altri malavitosi, interessati al medesimo bottino e colpiti nell’orgoglio per essere stati preceduti nell’operazione di trafugamento, Duilio nasconde la refurtiva in un luogo decisamente inconsueto.

Non resta, a questo punto, che farsi arrestare con le mani nel sacco nel corso di una seconda rapina che funge da diversivo.

Il piano è ingegnoso: rimanere nelle patrie galere per un tempo sufficiente a distogliere l’attenzione dalla sua persona, uscendo definitivamente dal cono di luce delle indagini, quella “ufficiale” della Questura e quella “ufficiosa” di “corleonesi e trasteverini”.

Passano gli anni – il nuovo millennio si è appena affacciato – e Duilio si è rifatto una vita: uscito dal carcere rileva un locale in Via della Magliana, lo chiama evocativamente “Ventre de vacca” e avvia una nuova carriera di ristoratore con la moglie e la figlia.

I pensieri, tuttavia, corrono alla “miniera d’oro” (è proprio il caso di dirlo) nascosta in attesa di tempi migliori, e l’obiettivo adesso è espatriare in un luogo caldo e godersi il malloppo…

Questa la trama essenziale del romanzo di Alessandro Canale, 2 rapine, 1 giorno (346 pagine, 21 euro) – uscito nel 2017 con il titolo Il controsgobbo – e recentemente ripubblicato da Accento edizioni.

Gag ma anche commozione

Oltre trecento pagine di invenzioni rutilanti, battute salaci, trovate spassosissime, personaggi che più romani non si può, il tutto condito da una lingua vernacolare e colorita che strappa il sorriso e sorprende per la profondità delle riflessioni che è capace di suscitare.

La prosa è cinematografica, il ritmo serrato e i contenuti richiamano la commedia all’italiana migliore – quella che per una certa stagione ha saputo intercettare e mettere alla berlina le idiosincrasie degli italiani – fatta di gag e colpi di scena a ciclo continuo.

C’è anche spazio per commuoversi e ragionare sul senso della vita e sulle seconde possibilità che occorre saper cogliere senza troppi rimpianti.

La prefazione di Marco Malvaldi impreziosisce il romanzo di Alessandro Canale introducendo considerazioni acute e tutt’altro che banali sulle possibili ragioni che inducono il pubblico dei lettori ad appassionarsi al crime, un genere che attualmente potremmo definire “dilagante”, pervasivo – talvolta soffocante – dell’offerta editoriale.

Alessandro Canale (Roma, 1958) è autore teatrale, scrittore, con esperienze lavorative anche in ambito pubblicitario.

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