A vent’anni dalla prima edizione, Telmo Pievani rilancia “L’albero della vita. Introduzione alla filosofia della biologia”. Le scienze hanno collezionato tante conoscenze negli ultimi decenni, ma non esistono teorie dell’evoluzione al plurale. Le dinamiche alla base del processo evolutivo rientrano completamente tra i fenomeni naturali indagabili, attraverso un’indagine scientifica e non sono comparabili ad altre spiegazioni…
Terra. Dal principio. La materia vivente non disobbedisce ad alcuna legge fisica, tuttavia rappresenta nell’universo fisico una presenza inedita, non è completamente riducibile alle ordinarie leggi della meccanica: la sua costruzione rappresenta una modalità particolare di organizzazione della materia fisica stessa e si sottrae, provvisoriamente, al decadimento che conduce irreversibilmente ogni sistema fisico all’equilibrio, accumulando modificazioni, aggiungendo nuove parti e riorganizzando le loro configurazioni precedenti. È un tentativo, disperato e a termine, di sottrarsi alla seconda legge della termodinamica, che suggerisce un aumento dell’entropia. Un pezzo di materia è “vivo” quando scambia materia ed energia con l’ambiente e in queste incessanti attività metabolica e motoria produce ordine, strutture e forme cibandosi del disordine circostante. Le scienze del vivente hanno radicato nel loro statuto epistemologico una dimensione storica irrinunciabile.
Una scienza evoluzionistica
L’irruzione della storia nella natura, di cui Darwin si fa portavoce, sancisce il distacco da ogni imposizione dogmatica e da ogni fondamentalismo: esistono reti intricate di connessioni vitali prodotte da miliardi di anni di evoluzione. Appare dunque opportuna un’introduzione sintetica alla filosofia della biologia intesa come specifica scienza evoluzionistica, un’esplorazione teorica, organizzata per temi chiave e problemi concettuali, delle controversie e delle sfide empiriche emersi direttamente nella contemporanea agenda di laboratorio degli scienziati. Le dinamiche alla base del processo evolutivo (siano esse di tipo genetico, organico, popolazionale o ecologico) rientrano completamente nella sfera dei fenomeni naturali indagabili, attraverso un’indagine scientifica e non sono comparabili ad altre tipologie di spiegazione.
Le questioni aggiornate e aperte
Il grande Telmo Pievani (Bergamo, 1970) fu allievo di uno straordinario scienziato americano (Stephen Jay Gould, 1941 – 2002) e oggi è lui stesso maestro di cultura scientifica universale, ordinario di Filosofia delle scienze biologiche all’Università di Padova (ancora per poco), da tempo visiting scientist presso l’American Museum of Natural History di New York. La prima edizione di questa “introduzione” – L’albero della vita. Introduzione alla filosofia della biologia (284 pagine, 22 euro), riportato in libreria fa Laterza in edizione riveduta e corretta – risale a oltre venti anni, epperò le scienze della vita hanno visto nel nuovo millennio un’accelerazione straordinaria di conoscenze e di nuove tecniche. Continuano a non esistere teorie dell’evoluzione al plurale. La teoria dell’evoluzione per selezione naturale, descritta da Darwin nel 1859 e opportunamente rivista poi, è solidamente corroborata. Pievani organizza la narrazione sulle questioni aggiornate e aperte, i capitoli sono sette: la speciazione fra gradualismo e puntuazionismo (varianti di ritmo, in parte complementari); la micro e la macroevoluzione (dopo la Sintesi Moderna); il selezionismo genico e la teoria gerarchica dell’evoluzione (replicatori e interattori); l’impero genocentrico e i suoi ribelli (la teoria dei sistemi di sviluppo); la dialettica tra forme e funzioni (i concetti di adattamento e di “exaptation”); la selezione e i suoi limiti, funzionalismo e strutturalismo, progresso e contingenza; l’evoluzione del comportamento umano, sociobiologia, psicologia evoluzionista, ecologia. Chi confonde la vivacità delle dispute biologiche con la debolezza della teoria dell’evoluzione darwiniana rischia di collezionare ulteriori smentite, specie ora nella situazione di poli-crisi in cui viene a trovarsi il rapporto fra l’umanità e la biosfera. L’ignoto è e sempre sarà sterminato, ma la vera ignoranza non è l’assenza di conoscenza, ma il rifiuto di acquisirla, di usare (insieme, democraticamente) il metodo sperimentale (accettare l’evidenza empirica come vincolo) e la razionalità del possibile. Bibliografia generale e Indice dei nomi.
Seguici su Instagram, Telegram, WhatsApp, Threads, YouTube Facebook e X. Grazie

