Un caso in cui logica e ragione non attecchiscono. È quello con cui fa i conti il commissario Matthai nel romanzo “La promessa” di Friedrich Dürrenmatt. Un delitto scellerato, vittima una bimba, e un romanzo in cui il male spariglia le carte, perché un mondo in cui tutto è spiegabile è una menzogna…
C’è un commissario, si chiama Matthai, ma a differenza dei suoi infiniti colleghi “letterari” lui non si fida ciecamente della ragione, consapevole che questa può far luce solo su una minuscola porzione di mondo e spiegare solo una minima parte delle azioni degli uomini. Protagonista del libro La Promessa (162 pagine, 16 euro) di Friedrich Dürrenmatt (uscito per la prima volta nel 1958 e ripubblicato da Adelphi nel 2019) Matthai, il più brillante dei commissari di Zurigo, si troverà immerso fino al collo in una zona oscura, profonda e ramificata, che la logica e la ragione non riescono a scalfire.
La bambina e il gigante
Una bambina, Gritli Moser, viene trovata morta, uccisa a rasoiate in una città, Magendorf, spazzata da un vento caldo che eccita e incattivisce i suoi abitanti. Per il delitto viene arrestato un ambulante, von Gunten, che confessa e si impicca in carcere: il caso sarebbe risolto se non fosse che Matthai non ci sta, non crede che il male sia così semplice da dipanare, che basti affidarsi alla logica per far quadrare i conti («Voi scrittori non cercate di misurarvi con la realtà, che ci elude sempre» dice Matthai ad uno scrittore che tiene una conferenza sull’arte di scrivere romanzi polizieschi «ma costruite un mondo in cui tutto è spiegabile. Un mondo simile può anche essere perfetto, però è una menzogna»). Matthai scopre che la bambina, prima di morire, aveva confessato ad una amica di avere incontrato un gigante «pieno di piccoli porcospini» facendone anche un disegno. Per tutti, quelle di Gritli sono fantasie da bambina, ma non per Matthai, abituato a dare credito a tutto ciò che è paradossale, alle mosse sinistre del caos.
Sprofondare nel delirio
Per arrivare alla risoluzione del caso, il commissario rinuncerà a tutto, alla carriera e alle speranze di promozione, usando addirittura come esca un’altra bambina, fino a sprofondare nel delirio, attendendo che il caos gli consegni tra le mani l’assassino. Insieme al connazionale Max Frisch, il geniale scrittore svizzero ha sempre messo al centro della sua scrittura il concetto di giustizia, incapace di cogliere il senso più autentico della verità umana, e le meschinità nascoste dietro la facciata perbenista della società svizzera: questi temi tornano nel romanzo La promessa dove, nel regno della precisione per antonomasia, arriva il male a sparigliare le carte, a dimostrare come gli accurati congegni ad orologeria di certi romanzi polizieschi non siano che specchietti per le allodole più che specchi del reale, e come basti un «gigante ricoperto di porcospini» per far saltare ogni regola e portare allo scoperto le zone d’ombra che la razionalità cerca, con tutte le sue forze, di occultare.
Guarda il video di Carmela Scotti, disponibile anche sulla sua pagina Instagram (clicca qui)
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