Ha un approccio antiaccademico, ma da lettrice, Ludovica Lugli che affronta la produzione di Elsa Morante ne “Le chiavi magiche”. Più che un testo critico, una guida fresca e pratica, che riporta l’attenzione sui testi e sulle frasi, offrendo stimoli e facendo venir voglia di rileggere tutto quello che ha scritto l’autrice de “L’isola di Arturo”…
… nessuno dei biografi di Morante è riuscito a ricostruire davvero bene i punti più misteriosi della sua vita…
E nemmeno Ludovica Lugli, giornalista ma soprattutto lettrice, lo fa. O meglio non ci prova più di tanto. Nel suo Le chiavi magiche (272 pagine, 19 euro), edito da Utet, vira altrove, senza provare eccessivamente a interpretare vita, morte e miracoli di Elsa Morante, spesso evocata attraverso l’aura di figura sacrale, spigolosa e inaccessibile. Rifiutando la celebrazione accademica e il gergo per pochi intimi, Ludovica Lugli offre una guida pratica più che un testo accademicamente critico, un mazzo di chiavi per riaprire i testi morantiani con sguardo fresco e disincantato.
Passione contagiosa
Dai capolavori canonici (Menzogna e sortilegio, L’isola di Arturo, La Storia, Aracoeli) fino alle raccolte di racconti, le poesie, le favole per bambini e quell’opera composita e inafferrabile che è Il mondo salvato dai ragazzini, il viaggio proposto ripercorre l’intera produzione morantiana e si caratterizza per la… passione contagiosa. Non per la venerazione. Liberare Elsa Morante dal peso del suo stesso personaggio pubblico significa riportare l’attenzione sull’oggetto-libro, sulla struttura della frase e sulla tenuta dell’architettura narrativa. Ludovica Lugli, passo dopo passo, dimostra che la grandezza di Morante risiede in un lavoro spietato e rigoroso sulla forma, quello di un’autentica artigiana della parola, più che… sull’ispirazione geniale.
Un impulso immediato
Da lettrice pura l’autrice non nasconde le resistenze o la fatica che la scrittura morantiana può generare. Leggere Elsa Morante non è un’esperienza pacifica. E offre stimoli continui, ma soprattutto Ludovica Lugli firma un’opera il cui merito principale è la capacità di generare un impulso immediato: chiudere il saggio e riaprire subito i romanzi di Elsa Morante per tornare a leggerli con occhi nuovi.
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