Andrea Fazioli e l’investigatore Contini, delitti e arte dell’haiku

È il nono episodio della serie dell’investigatore Contini, “Una piccola cosa proibita” di Andrea Fazioli. Il protagonista si divide fra la risoluzione dell’ennesimo caso e una tormentata vita privata: l’incontro con la ex gli accende scintille investigative…

Canton Ticino. 22 luglio 2006. Jonathan ha un cadavere nel bagagliaio, è una guardia di confine, gli hanno chiesto di sbarazzarsene tra Milano e la Svizzera italiana. Domenica 9 marzo 2025. A Novaggio in Malcantone il libraio Giosuè Pasquali è fuori a correre, come ogni sera, quando vede a bordo strada Franco Buscaglia, vicino di casa e noto ammanicato avvocato quarantenne, e ne coglie l’umore stranito. Non è l’unico a vederlo. Intorno a quell’ora anche il potente 42enne italo-svizzero Osvaldo Galimberti, ricco titolare della fiduciaria creata dal padre (a quel tempo compromessa con la ‘ndrangheta), passa in auto diretto alla ex miniera d’oro (più o meno) di Sessa (dal 2018 meta solo di turismo); forse ha un appuntamento per la gara legata all’appalto del nuovo stadio di Lugano.

Persi di vista

Gli sguardi s’incrociano, da anni si sono persi di vista. Il giorno dopo Giosuè scopre che Galimberti è stato ucciso con un colpo di pistola (SIG Sauer P210, mandibola scardinata, lingua tagliata, cellulare sepolto). Si preoccupa, pur se sta iniziando nella libreria dove lavora insieme e grazie alla signora Madeleine Constant (moglie in carrozzina del procuratore Renzetti, a fine carriera) il concorso letterario che coinvolge i partecipanti al gruppo di lettura: scrivere haiku, brevi microvisioni istantanee del presente (origine giapponese, Sedicesimo secolo), senza rima, in tre versi e diciassette sillabe (cinque, sette e cinque), contenenti spesso un cenno alla stagione. Dentro la cassetta per raccoglierli uno allude proprio a Buscaglia.

La serata in libreria

Giosuè chiama l’investigatore Elia Contini. Nel frattempo a Milano, il questore convoca la giovane ispettrice Anna Scovalupi, nata a Cremona e appassionata ciclista: è stata creata una nuova forza di polizia per indagare sulla vittima svizzera che aveva un doppio passaporto, il Corpo di Polizia Speciale Interregionale Italo Svizzero con sede provvisoria a Bellinzona; Anna dovrà subito farne parte; va ma non è proprio a suo agio con tutti i nuovi colleghi. Durante la serata in libreria emergono tre haiku allusivi e premonitori. Ci saranno altri omicidi.

Una vita solitaria dopo la separazione

L’insegnante e giornalista della Radiotelevisione svizzera Andrea Fazioli (Bellinzona, 1978) con Una piccola cosa proibita (297 pagine, 19 euro) prosegue con passione e arguzia (accanto ad altre opere narrative) la tranquilla meditabonda serie del buon povero Contini (qui all’ottimo nono romanzo in circa venti anni, otto per Guanda); in terza persona, varia davvero; stile curato e molto gradevole. Questa volta s’immerge con precisa documentazione nell’arte degli haiku; sono colpi di ventaglio, impercettibili e minuscoli; hanno sempre qualcosa di misterioso, anche quando sembrano evidenti; appaiono in epigrafe a ciascuno dei cinquantotto capitoli, provenendo da varie fonti (alcuni tradotti dall’autore), e in un’appendice con dodici del poeta-libraio. Lo schivo, asciutto e spigoloso Elia, figlio di un agente e da tempo licenziato dalla polizia per esubero di personale, senza più genitori prosegue una vita solitaria a Corvesco e soffre ancora per la scelta di separazione della dolce Francesca (professoressa a Locarno); la loro storia era finita e camminava solo per inerzia; lei però si fa rivedere quando lui viene pestato e sta in ospedale; gli chiede di fare bene sé stesso (occhi chiari) e lui coerentemente intuisce i due punti cruciali per la soluzione del complicato minuzioso caso (prologo del 2006).

L’anticipazione del nuovo caso

Si rivedono utilmente consueti amici: il commissario Vasco (marchigiano, già collega del padre), Pietro Pancho Villa e il vecchio solitario montanaro Giona. Il titolo fa riferimento al fumare clandestinamente un sigaro da parte del magistrato. Scovalupi e Contini collaborano con reciproco rischio, resta in sospesa però la cena fra Anna e Giosuè. Segnalo la tappa della Tirreno – Adriatico Potenza Picena – San Benedetto, quella domenica 16 marzo. Acute le descrizioni delle diversità culturali e linguistiche fra due nazioni e regioni limitrofe. E, come al solito in molti gialli seriali, si finisce con l’anticipazione del nuovo caso (sfruttamento del lavoro minorile, omicidio con cerbottana). Grappa o birra, questa volta. Molti classici francesi, in particolare Brassens e Brel.

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