I “sette libri per l’estate” di… Francesca Ottobre

Due super classici, uno italiano e uno russo, e molte novità di casa nostra nelle scelte di Francesca Ottobre, blogger de “GliAmabiliLibri” ed esperta di comunicazione digitale. Scelte versatili e libri per tutti i gusti, consigli da seguire nel corso di questa stagione

“Il mestiere di vivere” di Cesare Pavese (Einaudi)

Di solito approfitto dell’estate e della pausa delle uscite editoriali per recuperare i classici da cui di solito mi tengo alla larga. In queste calde settimane a farmi compagnia sarà la nuova edizione del libro di Cesare Pavese che proprio non poteva mancare nella mia libreria. Il diario iniziato dallo scrittore il 6 ottobre del 1935 arriva fino al 18 agosto del 1950, nove giorni della morte di Cesarito, così come lo chiamavano i suoi amici. Annotazioni, frammenti di pensieri e soprattutto le sue confessioni più intime.

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“Padri e figli” di Ivan Sergeevič Turgenev (Einaudi)

Il mio buon proposito del 2020 era quello di dedicare i primi sei mesi dell’anno all’approfondimento della letteratura russa e gli altri sei a quella sud-americana. Le liste le faccio, ma non le seguo, quindi dei libri appuntati sono riuscita a leggerne pochissimi e il romanzo di Turgenev è la mia bellissima eccezione. Romanzo breve in cui si disvela tutto il contrasto generazionale con i padri, da una parte, aristocratici e tradizionalisti e i figli, dall’altra, democratici e arroganti convinti di conoscere bene il mondo che vivono e in mezzo la Russia della seconda metà dell’Ottocento.

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“Spigole” di Tito Faraci (Feltrinelli)

Questo libro è arrivato nel mezzo di un periodo in cui faticavo a leggere, complice delle letture poco interessanti e una serie di notti insonni. Ettore Lisio è uno scrittore di successo, creatore di un personaggio di un fumetto che gli ha portato fama e fortuna di cui però lui si vergogna terribilmente e quando può ne prende le distanze. Di questo… lavoro, Ettore èstanco. Sempre lì a dover inventare storie e personaggi, situazioni nuove e appassionanti che lo portano allo stremo delle forze. Tutto sarebbe più facile se Ettore avesse un lavoro normale, tipo gestire una pescheria: nel servire i clienti con delle spigole non serve fantasia. Un cartello con scritto affittasi, un tipo losco, degli amici sempre al suo fianco e nel giro di poco Ettore si ritroverà in un’avventura più coinvolgente di quelle che sceneggia.

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“L’invenzione di noi due” di Matteo Bussola (Einaudi)

«Cominciai a scrivere a mia moglie dopo che aveva del tutto smesso di amarmi». Ci sono tanti modi per riaccendere la passione in un rapporto e Milo ne escogita uno molto originale: scrivere alla donna amata, sua moglie, con la speranza che lei si innamori di lui, di nuovo. Un amore iniziato con dei messaggi brevi lasciato sui banchi del liceo che frequentavano entrambi che si è evoluto e concretizzato in un matrimonio che come spesso capita è arrivato in una fase di stallo in cui fatica ad uscire.

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“Padania Blues” di Nadia Busato (SEM)

Barbara si fa chiamare da tutti Barbie. Sogna una carriera televisiva, anche se il suo unico talento sembra essere solo la bellezza, ma si sa che al giorno d’oggi per la televisione serve solo quella. Nell’attesa di bucare lo schermo Barbie lavora nel salone di parrucchiere con il suo amico in un paesino della provincia padana, dove tutti sanno tutto di tutti e tutte le ragazze sognano la grande città. Un incendio scuoterà quel paesino con pochissime anime cambiando significativamente la vita di Barbie.

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“Kobane calling. Oggi” di Zerocalcare (Bao Publishing)

Mi sono innamorata di Zerocalcare (metaforicamente, sia chiaro) dopo averlo seguito a Propaganda Live. Da lì il mio intento di leggere qualcosa di suo e la scelta è caduta su questa graphic novel che arriva a quattro anni dalla sua prima edizione in una versione aggiornata, per capire meglio la situazione curdo siriana e la loro terra contesa.

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“Momenti trascurabili vol. 3” di Francesco Piccolo (Einaudi)

Con questo libro lo scrittore casertano ci conferma qualcosa che già avevamo intuito dagli scorsi libri: Piccolo scrive e parla di cose che pensiamo tutti, ma in una maniera decisamente migliore.

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