I “sette libri per l’inverno” di… Giuseppe Nibali

Saggi e poesie, soprattutto, ma anche la narrativa di un paio di grandi scrittori siciliani. Sono i suggerimenti di lettura di Giuseppe Nibali, autore del romanzo “Animale” per Italo Svevo (ne abbiamo scritto qui). Una nuova puntata della nostra rubrica più amata (tutte le altre si possono leggere qui)

“Pitture nere su carta” di Mario Benedetti (Mondadori)

Difficilissimo è per me parlare di un testo come questo. Siamo a Milano, nel 2008, quando l’editore Mondadori decide di pubblicarlo. Ma siamo anche nel passato, dentro le grotte dei primi uomini, dove qualcuno si decide per la prima volta e (come direbbe il poeta Tommaso Di Dio) “per ragioni oscure”, dipinge se stesso sulla parete. Allo stesso modo siamo nel presente, oggi qui, nel futuro. Benedetti è il primo grande autore di poesie del XXI secolo in Italia. Lo è per il suo frazionare il verso, lo è per la sua capacità di visione.

“Uomo diventa lupo” di Robert Eisler (Adelphi), traduzione di Raul Montanari

Un saggio necessario, una brevissima conferenza il cui apparato di note triplica il testo stesso. Eisler ritorna alla radice violenta di homo sapiens e al suo esistere sociale. Utilizza la metafora del lupo per ricordarci come la nostra origine ferina, rabbonita dalla cultura borghese, venga fuori in raptus e massacri. L’epilogo? Ritornare alla nostra natura o seguire Cartesio e il razionalismo scientifico verso gli esiti peggiori.

“Il gigante sepolto” di Kazuo Ishiguro (Einaudi), traduzione di Susanna Basso

Questa volta si stratta di un romanzo, il primo, noto ora, della muta di libri che qui propongo. Siamo nell’Inghilterra arturiana e una nebbia fitta si alza sul villaggio dei due protagonisti (un vecchio uomo e una vecchia donna). È una nebbia che fa dimenticare cose, persone ed eventi e che è piovuta qui per una magia fatta da Merlino. L’uomo e la donna però d’un tratto ricordano: c’era stato un figlio. Cercarlo e trovarlo diventa la loro missione.

“Le pietre di Pantalica” di Vincenzo Consolo (Mondadori)

Una passeggiata nella mia terra. Questo è per me Le pietre di Pantalica, capolavoro di Vincenzo Consolo che ripercorre, da Selinunte a Pantalica, quell’ammasso di idoli e capitelli, quel museo a cielo aperto sempre incomprensibile che è la Sicilia. A questo si aggiungono appunti di romanzi da scrivere, fotografie del padre, ricordi d’infanzia.

“Combattimento ininterrotto” di Alessandro Ceni (Effigie)

Libro maiuscolo. Forse la raccolta di versi più interessante di Alessandro Ceni. Nei testi è presente il dolore, l’esodo della razza umana e ogni pianta portatrice di spine. Leggere Ceni significa entrare dentro il nostro tempo e farlo attraverso il materiale di risulta, i fluidi corporei, i cadaveri. L’autore racconta l’ingresso della comunità umana nella “Lapponia del cuore” per condurci “all’esaltazione e al regno, alla caduta e all’esilio”.

“La violenza e il sacro” di René Girard (Adelphi), traduzione di Ottavio Fatica ed Eva Czerkl

René Girard si supera ne La violenza e il sacro, concentrandosi sull’origine della violenza umana e le possibilità che le società si sono date per risolverla. Girard parla delle società sacrificali e di quelle tragiche, costringendo il lettore ad accettare il sacrificio, la violenza rituale, come condizione necessaria per la catarsi.

“Horcynus Orca” di Stefano D’Arrigo (Rizzoli)

Immaginate Joyce, Omero e Melville seduti in un bar siciliano. La sensazione, leggendo le molte, moltissime pagine di Horcynus Orca, è più o meno quella. Il consiglio è dunque di seguire in questi pochi giorni ‘Ndria Cambria lungo le coste calabresi e siciliane, nell’incontro con le femminote, i pellisquadre e con le fere. Procedendo incontrerete il mostro degli abissi, quello che al suo passaggio fa risalire a galla le uova di anguilla, quello immortale, offeso, come Filottete, da una ferita purulenta che impasta l’acqua del mare con la morte: l’Orcaferone.

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