Annulla le distanze e crea un legame immediato con il lettore, “La lettrice impaziente” di Caterina Pusateri. È un volume da cui si comprende in fretta che condividere letture è un modo di stare al mondo. Ma accanto alla passione per i libri c’è anche un percorso emotivo fortissimo, verso l’età adulta…
Le librerie di Palermo sfornano libraie che sono lettrici incallite, diventate scrittrici incantevoli. Ha lasciato il segno un paio di anni fa Claudia Lanteri con il suo romanzo L’isola e il tempo (ne abbiamo scritto qui) e adesso facciamo felicemente i conti con Caterina Pusateri e il suo memoir La lettrice impaziente (224 pagine, 17 euro). Brevissima premessa, ho conosciuto Caterina Pusateri in libreria, a Palermo, avendo abitato lì alcuni anni, e ricordo una ragazza innamorata follemente della letteratura, quindi questa sua opera, che ha trovato la via della pubblicazione con la casa editrice Sem, mi ha sorpreso relativamente; lei stessa in prima persona ci prende per mano e ci accompagna in alcune passeggiate narrative straordinarie. Il tono della sua “voce” crea prossimità, come le conversazioni più piacevoli, che annullano le differenze, accorciano le distanze, creano legami immediati. Grazie a Caterina Pusateri e a questo suo libro molto bello risalta l’idea che condividere storie sia un gesto quotidiano di cura, un modo di stare al mondo.
I consigli del cuore
Essere librai vuol dire prima di tutto imparare ad ascoltare.
Si può dire senza timore di smentita che l’autrice de La lettrice impaziente non abbia mai tradito questo comandamento. Aprendo bene le orecchie, gli occhi e il cuore ha consigliato Steinbeck o Haruf, Knausgård o Butler. C’è tanta ammirazione e c’è anche un po’ di sano timore reverenziale per quello che i libri rappresentano, ma non certo come oggetti fisici, che nel suo caso sono molto vissuti, fra “orecchie”, appunti, e vari segni di tempo condiviso con la lettura, un rapporto viscerale, che restituisce a questa meravigliosa attività la sua dimensione più autentica: un’esperienza non solo intellettuale ma anche… sensoriale.
La scuola, gli amori, i lutti
Ma non c’è solo la felice ossessione per i libri, in queste pagine. Ci sono le mille vite vissute da una ragazza – sigarette in bagno e «cotte che ti falciavano l’anima» – dal profitto scolastico non indimenticabile, che in aula non si sentiva «davvero parte di un gruppo», che in gioventù riteneva che «questa dell’innamorarsi era una follia che doveva finire», che troncò una storia per realizzare il sogno di trasferirsi in Inghilterra, sebbene da «au-pair costantemente al verde». I suoi occhi della memoria compiono un percorso emotivo profondissimo, verso l’età adulta, in cui evoca grazie a una scrittura fluida e ad associazioni, spesso legate alla letteratura, piccole e grandi vittorie e sconfitte, in frammenti che fanno parte di un insieme coerente e segnano i punti cardinali di una geografia sentimentale, che contiene Palermo e va oltre. Vacanze in campeggio, esperienze da baby-sitter, storie troncate, lutti familiari, momenti di svago a margini del lavoro quotidiano, incontri speciali. Caterina Pusateri ha tirato fuori dal cilindro un incantesimo, se vi va, leggetelo e stropicciatevi gli occhi…
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Ho iniziato ieri La lettrice impaziente e mi piace moltissimo, un regalo inaspettato. Spero che Caterina continui a scrivere. Mi fa ridere e anche commuovere. Peccato non poter frequentare la sua libreria, vivo troppo lontano, in provincia di Torino. Un abbraccio, Luisa