Carlos Maria Dominguez, l’ossessione dei libri sopra ogni cosa

La morte di una docente, la ricerca forsennata di un uomo, i libri che ammaliano. Sono i temi de “La casa di carta”, esile ma potente romanzo di Carlos Maria Dominguez, nel solco della letteratura fantastica latinoamericana

Nella primavera del 1998 Bluma Lennon comprò in una libreria di Soho una vecchia edizione delle poesie di Emily Dickinson e, arrivata alla seconda poesia, al primo incrocio, fu investita da un’automobile.

Questo il fulminante incipit de La casa di carta (80 pagine, 10 euro) di Carlos Maria Dominguez, uscito per la prima volta nel 2002 e poi, per i tipi di Sellerio, nel 2011. Dopo l’incidente mortale capitato alla docente Bluma Lennon, una copia de La linea d’ombra, di Joseph Conrad, arriva via posta nelle mani di un docente argentino all’Università di Cambridge incaricato di sostituire la collega deceduta. Il libro è indirizzato proprio alla donna, è tutto sporco di cemento e contiene una dedica: «Per Carlos, questo romanzo che mi ha accompagnata di aeroporto in aeroporto, come ricordo dei folli giorni di Monterrey. Mi dispiace, sono un po’ strega e l’ho capito subito: tu non faresti mai nulla che possa sorprendermi».

Un ritorno al paese

Incuriosito dalla situazione e dall’originale dedica, il protagonista del romanzo non resiste alla tentazione di frugare nella vita di Bluma per capire chi sia questo Carlos, quali le dinamiche di un legame amoroso separato così bruscamente dal destino. Approfitta, così, di un ritorno al suo paese, per imbarcarsi in una forsennata ricerca di questo uomo misterioso, tra Buenos Aires e Montevideo, provando a seguire un filo misterioso che, sempre, lo riconduce ai libri, alla loro capacità di cambiare il destino delle persone, di legarle o allontanarle per sempre, di tenere avvinto chi non resiste alla malia delle storie.

Le pagine? Canti di sirena

Situato nel solco della letteratura fantastica e immaginifica del Sud America, il romanzo segue le linee dell’allegoria e della ricerca avventurosa, per arrivare infine al misterioso Carlos, allontanatosi per sempre dal consorzio umano, perduto nella sua “bibliofollia”. Nel volume di Carlos Maria Dominguez, un gioiello breve ma indimenticabile di appena 80 pagine, tutto ruota intorno all’amore, amore che diventa passione, passione che si trasforma in ossessione e che cancella ogni altro aspetto dell’esistenza. Ad ammaliare e stregare gli uomini qui sono i libri, le cui pagine sono canti di sirena che non si riesce a far tacere, e che non possiamo non ascoltare. «Smettila, che i libri sono pericolosi» dice una vecchia nonna all’inizio del libro, ma nessuno le da credito. Nessuno rinuncia a seguire il sentiero tracciato dalle pagine anche se quel sentiero, alla fine, conduce alla follia.

Guarda il video di Carmela Scotti, disponibile anche sulla sua pagina Instagram (clicca qui)

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