I “sette libri per l’estate” di… Francesco D’Isa

Dalla filosofia alla narrativa contemporanea e classica, a una graphic novel. Ampio è lo spettro dei consigli di lettura che Francesco D’Isa, direttore de “L’Indiscreto” e autore del recente “L’assurda evidenza” (ne abbiamo scritto qui), snocciola, partecipando alla rubrica più amata (qui la serie completa) da chi legge LuciaLibri

“Tutto era cenere” di Simone Sauza (nottetempo)

C’è una vulgata che trovo filosoficamente errata ed eticamente pericolosa che trova nelle più orride aberrazioni etiche dell’uomo una radice “disumana”, da cui l’uso di questo aggettivo. Credo che non ci sia nulla di più errato e che anche il comportamento umano più efferato resti, come da definizione, umano – anzi, talvolta estremamente umano, se si intende come un’estremizzazione di certi aspetti comuni alla specie. Questa interessante analisi filosofica dei serial killer di Simone Sauza corregge tale direzione e con uno stile che mi ha ricordato le malattie dello spirito del filosofo rumeno Constantin Noica tratteggia una patologia esistenziale che parla anche e soprattutto a noi “sani”, o perlomeno a noi non omicidi seriali.

cenere

“Big questions” di Andres Nilsen (Eris)

Le avventure di questi dolcissimi e inquietanti uccelli filosofi e del pilota d’aereo che li incontra a seguito di un incidente è forse una delle storie meno comprensibili che abbia letto ultimamente, eppure nonostante il surreale ermetismo riesce a esprimere qualcosa di rara densità. Paura, fede, scetticismo; in questa graphic novel dal disegno un po’ alla Moebius Nilsen affronta grandi temi con uno sguardo il meno antropocentrico possibile, tanto che il personaggio con più ho empatizzato è della specie che l’uomo teme di più, il serpente.

big

“Sirene” di Laura Pugno (Marsilio)

Mi ripromettevo da tempo di prendere in mano questo breve romanzo di Laura Pugno e non me ne sono affatto pentito, perché a dispetto della brevità riesce a costruire una storia e asciutta e profonda come un mito greco – che a tratti ricorda, se non fosse che ad Eschilo l’autrice mescola volentieri Cronenberg, ad Andersen delle atmosfere da graphic novel pop-surrealista (andrebbe fatta!). Sirene è un romanzo del 2007, ma come tutta la buona fantascienza – in fondo lo è – vede ben oltre le decadi e tratteggia alcune delle nostre ombre presenti e future.

sirene

“Contro il lavoro” di Giuseppe Rensi (Wom)

Forse non dovrei suggerire un libro di cui ho scritto la prefazione ma non resisto alla tentazione, anche per via del tema così vacanziero e contemporaneo. Il nostro più sottovalutato filosofo del Novecento infatti, in questo breve libello riedito da Wom, aveva già smantellato la retorica del lavoro destinata da lì a breve a diventare il mantra schiavista del secolo. Il lavoro fa schifo o non ci faremmo pagare per farlo: attorno a un’osservazione così semplice Rensi costruisce un’arringa che andrebbe riportata sui quotidiani, magari a sostituzione delle troppo comuni rubriche sui “giovani che non vogliono lavorare”.

contro

“Occupare il futuro” di Roberto Paura (Codice)

La psicostoria di Isaac Asimov ha già dimostrato che il sogno di leggere nel futuro era destinato a esondare i confini del pensiero magico per lambire la scienza, ma gli studi dei futurologi non avevano ancora trovato una sistematizzazione così chiara prima del lavoro di Roberto Paura. Viviamo in un’epoca in cui non abbiamo il coraggio di prendere sul serio le nostre previsioni più certe, come quelle relative al cambiamento climatico; questo libro sia anche un invito a riprendere in mano la capacità di plasmare e non solo leggere nel futuro, in profezie autoavveranti meno disastrose.

futuro

“Il dio sensibile” di Emanuele Dattilo (Neri Pozza)

Emanuele Dattilo è stato una scoperta recente; l’ho iniziato a leggere distrattamente sul telefono, sulla spiaggia, pensando si trattasse di un classico del Novecento, magari di un amico di Zolla che non conoscevo – per poi scoprire che l’autore è un mio quasi coetaneo. È un testo corposo ma scorrevole, su un tema inattuale ma proprio per questo di una profondità che attraversa i secoli, il panteismo. La sua analisi filosofica è preziosa anche perché il panteismo è un oggetto filosofico difficile da cogliere; dattilo attraversa autori più e meno noti, da Davide di Dinant a Giordano Bruno, da Avicebron a Spinoza, da Scoto Eriugena a Campanella, per avvicinarci al pensiero impossibile – ma reale – di questa trasversale e adorabile eresia.

“La signora Dalloway” di Virginia Woolf (Feltrinelli)

Potrà stupire che io inserisca un super-classico come questo ma l’estate è fatta anche per affrontare capolavori che magari ci erano sfuggiti. Imperdonabile che avessi dedicato tante attenzioni all’Ulisse di Joyce, senza dubbio un capolavoro, ma non a questo libro, che a mio parere – fatemi assecondare un gusto polemico che non ho – lo sopravanza. Questo classico della Woolf riesce a condensare in un giorno mille psicologie e un’epoca, senza risultare mai pesante, senza farti notare quando da un cervello scivoli in un altro, lasciando di sfondo il tema più importante e profondo della letteratura, la paura della morte, che qui siamo costretti ad affrontare nella mente altrui nel più delicato dei modi.

Dalloway

È possibile ordinare questi e altri libri presso Dadabio, qui i contatti

Un pensiero su “I “sette libri per l’estate” di… Francesco D’Isa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *