I “sette libri per l’estate” di… Cristina Vezzaro

Voci acute e speciali da oltre confine, molte nordamericane, quasi tutte voci di donne. Sono i suggerimenti di lettura di Cristina Vezzaro, traduttrice letteraria dal francese e dal tedesco. I suoi consigli arricchiscono la nostra rubrica più amata (qui tutte le puntate)

Agosto è Women in Translation Month, questa è la mia selezione quasi tutta al femminile.

“La sicurezza degli oggetti” di A.M. Homes (Feltrinelli), traduzione di Martina Testa

Questo o gli altri libri di A.M. Homes, un’autrice che mi colpisce sempre perché, al pari di suoi colleghi più famosi, da anni seziona con lucidità l’America oltre l’apparenza.

“Pezzo a pezzo” di Lydia Davis (Minimum Fax), traduzione di Adelaide Cioni, o altre raccolte di racconti

Di Lydia Davis – che è anche traduttrice dal francese – mi piace tutto. Leggo e rileggo il suo Can’t and Won’t, una voce e un pensiero scattanti.

“Nemico, amico, amante…” di Alice Munro (Einaudi), traduzione di Susanna Basso

Anche di Alice Munro tutto, sempre nella splendida traduzione di Susanna Basso. Ammiro la sua precisione e la lucidità con cui racconta l’animo umano.

“La cartella del professore” di Kawakami Hiromi (Einaudi), traduzione di Antonietta Pastore

Lei e altre voci giapponesi che sanno narrare le contraddizioni di questa cultura facendo trasparire (ma sembra sempre un’esplosione) l’umanità intrappolata nelle regole – con una delicatezza che è perlopiù un accenno: una frase, un rigo appena.

“Trilogia dell’ascolto. Resoconto, Transiti, Onori” di Rachel Cusk (Einaudi), traduzione di Anna Nadotti

Scoperta in una libreria newyorchese anni fa, leggo ogni suo nuovo romanzo perché ti trascina nelle sue pagine con un’immediatezza che però non manca mai di lasciare un segno più profondo.

“Piccole morti” di Ivana Sajko (Voland), traduzione di Elisa Copetti

Un viaggio verso Berlino in cui il protagonista fa i conti con la sua vita privata e con la storia dell’Europa. Un libricino intenso e uno stile travolgente.

“Budapest” di Chico Buarque (Feltrinelli), traduzione di Roberto Francavilla

Che romanzo! Tra Rio de Janeiro e Budapest, tra le lingue e le pieghe della vita. Una scrittura molto bella e coinvolgente.

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