I “sette libri per la primavera” di… Francesco Armato

Soprattutto grandi classici, anche contemporanei, tra i suggerimenti di Francesco Armato, uno dei due coeditori della casa editrice palermitana Il Palindromo. Un altro appuntamento con la nostra rubrica più amata (qui tutte le puntate precedenti)

“Horcynus Orca” di Stefano D’Arrigo (Bur Rizzoli)

1975-2025 Cinquant’anni per uno dei più grandi romanzi del Novecento italiano e non solo, in una nuova edizione con introduzione di Giorgio Vasta. L’ultima Odissea di un reduce della Grande Guerra, un’opera che è lingua, parola, e che procede per tappe, simboli e miti che trasfigurano una realtà destinata ineluttabilmente alla scomparsa.

“I detective selvaggi” di Roberto Bolaño (Adelphi), traduzione di Ilide Carmignani

Storie, immaginazione, poesia e creatività, è il Messico o è Bolano? Un romanzo che conserva il sapore della rivolta possibile, del sogno: l’illusione della Fantasia.

“Una stanza tutta per sé” di Virginia Woolf (Feltrinelli), traduzione di J. Rodolfo Wilcock e Livio Bacchi Wilcock

La nobile regina delle lettere in Europa nella prima metà del Novecento. Qui impegnata in un monologo, una dissertazione che ha dentro tutto il potere della letteratura e del femminismo dei decenni che verranno.

“Passavamo sulla terra leggeri” di Sergio Atzeni (Sellerio)

La voce del tempo, le ere, le stagioni che attraversano le esistenze di uomini piccoli come formiche. Romanzo di fondazione, la mitica rappresentazione del popolo sardo.

“Luci di luglio” di Gian Mauro Costa (Mondadori)

Palermo 1960, giorni di scioperi e rivolta in città con la dura e violenta repressione del governo Tambroni. Degli adolescenti sviluppano in quell’atmosfera elettrica un piano eversivo che nessuno può prevedere e che cambierà le loro esistenze. Un romanzo di formazione dal ritmo serrato che sembra già un film.

“La donna da mangiare” di Margaret Atwood (Ponte alle Grazie), traduzione di Guido Calza

Primo romanzo di Margaret Atwood, una magistrale narrazione della frattura psichica di una giovane donna degli anni Sessanta che lotta dentro di sé per spezzare la routine del conformismo e per ritenersi finalmente libera.

“Un’ombra ben presto sarai” di Osvaldo Soriano (Einaudi), traduzione di Glauco Felici

Argentina: storie e vite on the road sospese e in cerca di un riscatto o di una nuova possibilità. Un esistenzialismo infarcito di personaggi surreali, dai contorni sfumati, quasi sconclusionati e forse per questo così affascinanti.

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